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Tumori: 21.900 nuove diagnosi nel 2016 in Puglia "Decisivi i passi avanti della ricerca, non pi il male incurabile

Brindisi, 14 dicembre 2016 – In Puglia più di 162.500 persone vivono dopo la diagnosi di tumore. Nel 2016 nella Regione sono stimati 21.900 nuovi casi e le possibilità di sopravvivenza a lungo termine e di guarigione stanno migliorando grazie a terapie sempre più efficaci. Lo dimostrano le storie dei pazienti contenute nel libro “Si può vincere”, realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), presentato oggi a Brindisi, la settima tappa di un tour nazionale di 10 incontri con il coinvolgimento dei cittadini, delle Istituzioni e delle associazioni dei pazienti. “Il volume – spiega il prof. Saverio Cinieri, tesoriere nazionale AIOM, Direttore del Dipartimento di Oncologia medica e Responsabile della Breast Unit dell’Ospedale Perrino di Brindisi - si inserisce in un’ampia campagna informativa della nostra società scientifica sull’immuno-oncologia, che rinforza il sistema immunitario per combattere le cellule tumorali. Negli ultimi decenni stiamo assistendo in Italia ad un incremento progressivo del numero di pazienti con una lunga storia di cancro alle spalle: erano meno di un milione e mezzo all’inizio degli anni Novanta, due milioni e 250mila nel 2006, più di 3 milioni nel 2016. Nel 2020 saranno quattro milioni e mezzo. Lo scenario dell’oncologia è in rapida evoluzione: i tumori incidono fortemente come malattia dell’età avanzata e il numero di nuovi casi cresce in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione”. I tre tumori più frequenti in Puglia (anno 2015) fra gli uomini sono quelli del polmone (18,1%), prostata (16,9%) e vescica (13,7%); fra le donne seno (29,2%), colon-retto (13,1%) e tiroide (6,9%). Il melanoma, che nel 2015 nella Regione ha fatto registrare circa 650 nuovi casi e 11.300 in Italia, ha rappresentato il modello per l’applicazione del nuovo approccio costituito dall’immuno-oncologia, ora questa arma si sta estendendo con successo ad altre neoplasie come quelle del polmone e del rene. “Proprio sul melanoma è stato condotto uno dei primi studi utilizzando i dati di incidenza del Registro Tumori Puglia – sottolinea il prof. Cinieri -. È emerso che l’incidenza di questo tumore della pelle in Puglia è significativamente più alta rispetto a quanto riscontrato nelle altre Regioni del Meridione. Una differenza geografica presente anche all’interno del nostro territorio, infatti il minor numero di casi è riscontrato nella provincia più a Sud, quella di Lecce. Il melanoma in fase avanzata è una malattia particolarmente aggressiva, ma oggi grazie ai nuovi trattamenti è possibile parlare di cronicizzazione del melanoma: il 20% dei pazienti è vivo a 10 anni”.

Il libro “Si può vincere” si divide in due parti, nella prima è analizzata l’evoluzione della cura dei tumori negli ultimi decenni, rispondendo a domande su come sono cambiati i trattamenti, con approfondimenti su chirurgia, chemioterapia, terapie biologiche e radioterapia. È poi descritta la nuova era nel trattamento delle neoplasie rappresentata dall’immuno-oncologia. “La lotta ai tumori – spiega il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella prefazione del volume - costituisce una delle priorità del Servizio Sanitario Nazionale per l’elevata incidenza della malattia e per il suo pesante impatto sociale ed economico. Oggi possiamo affermare che il concetto di cancro come ‘male incurabile’ appartiene al passato. Grazie al progresso della scienza, i tumori stanno diventando sempre più una malattia cronica. I dati, le cifre e le scoperte ci dicono che la lotta contro questa patologia, in parte già sconfitta, può segnare quotidianamente punti a favore di chi la combatte. Questo volume raccoglie le preziose testimonianze dei pazienti trattati con una nuova arma, l’immunoterapia. Le loro parole ci trasmettono coraggio, forza e, soprattutto, speranza. È essenziale poter garantire a tutti i pazienti le cure sempre più innovative che la ricerca mette a disposizione. Aspirare a elevati standard di prevenzione e di trattamento non risponde soltanto a ambizioni di progresso tecnologico e scientifico ma anche di civiltà e di democrazia. Affrontare il tema della salute significa confrontarsi con le aspettative e le attese di milioni di malati, immedesimarsi con i loro disagi quotidiani e difendere la loro qualità di vita”. “Si può vincere” (ed. Guerini, pp.170, a cura di Mauro Boldrini, Sabrina Smerrieri, Paolo Cabra) è nelle librerie al prezzo di 14,50 euro e i proventi delle vendite sono destinati alla Fondazione AIOM. “Dobbiamo potenziare i nostri sforzi e la capacità di coordinare e sostenere l’attività di prevenzione e di assistenza – continua il Ministro Lorenzin nella prefazione -. È necessario innanzitutto agire per contenere l’impatto dei tumori con interventi di prevenzione primaria e secondaria. È poi indispensabile collegare in rete i diversi sistemi assistenziali, garantendo un’offerta adeguata sul territorio e realizzando la presa in carico globale della persona nei suoi bisogni sanitari, sociali e relazionali”.
“Uno strumento essenziale della programmazione sanitaria è rappresentato dai Registri Tumori –conclude il dott. Giuseppe Pasqualone, Direttore Generale ASL Brindisi -. Il Registro Tumori Puglia, istituito nel 2008, è stato l’unico in Italia a nascere prevedendo una copertura regionale, quindi dell’intera popolazione, con un centro di coordinamento presso l'IRCCS Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari e sei sezioni periferiche nelle ASL pugliesi, che utilizzano procedure standardizzate e omogenee in linea con i documenti di riferimento degli enti di accreditamento nazionali e internazionali. Il Registro Tumori ha un impatto importante in termini di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie neoplastiche e per la conseguente organizzazione, controllo e valutazione dei servizi. Il passo in avanti ulteriore nell’assistenza dei pazienti oncologici è costituito dall’attivazione della Rete Oncologica Pugliese. Un sistema di rete può garantire una uniformità di trattamenti sul territorio, un aumento della qualità delle cure attraverso l’accesso alle migliori terapie indipendentemente dal luogo di residenza, lo sviluppo ulteriore dell’attività di ricerca e la sostenibilità economica del sistema. Importanti i risparmi anche per i pazienti che non saranno costretti a spostarsi per trattamenti che possono essere eseguiti a casa o vicino al domicilio”.



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